Il 2017 visto da Trentino Birra

Fine anno e tempo di bilanci: come è stato il 2017 per le birre trentine? Ecco un bilancio molto personale di Trentino Birra che da spettatore interessato ha seguito per 12 mesi il cosmo brassicolo della nostra provincia.

Partiamo dalle novità: quest’anno si sono affacciate alcune nuove realtà sulla scena trentina: Birra Fon, Artesan Birrante, Birrificio Valle del Chiese e Brew Passion. La produzione di quest’ultimo birrificio non è ancora iniziata ma da gennaio partiranno le prime cotte. Un paio di beer firm invece si stanno trasformando in birrificio con l’acquisto di un proprio impianto: Barbaforte a Folgaria e Argenteum a Trento. Per ora non abbiamo notizie di nuove aperture per il 2018 anzi segnaliamo che Birrificio Trento per il momento ha sospeso la produzione. Rimaniamo in attesa di sviluppi.

Il 2017 ha regalato ai birrifici trentini dei lusinghieri risultati ottenendo premi sia in Italia che all’estero. Forse questo è l’aspetto di maggiore novità per la nostra provincia. Per la prima volta le birre trentine si fanno conoscere in Italia e all’estero. In effetti incontrando nel 2017 alcuni guru del mondo artigianale italiano, come Lorenzo “Kuaska” Dabove, Andrea Camaschella e Teo Musso, si percepisce che la nostra scena brassicola è poco conosciuta; per questo gli allori vinti in competizioni di alto livello contribuiscono di riflesso a dare visibilità a tutti i birrifici trentini.

In questo anno sono cresciute anche le manifestazioni per gli appassionati. Eventi organizzati dagli stessi birrifici (come non ricordare Back to Rethia), locali specializzati o veri e propri festival della birra artigianale. Agli appuntamenti consolidati come “Cerevisia”, “Bira te Fascia” e “Robe da chiodi” si aggiunge anche “Una montagna di Birra nel Vanoi”, che ha ospitato un memorabile laboratorio con Kuaska e Nicola Coppe su birre acide e formaggi, e “Agribeer”, manifestazione completamente incentrata sui birrifici agricoli italiani che si è tenuta in novembre a Fondo.

Proprio le birre che utilizzano materie prime made in Trentino sono un altro elemento che quest’anno ha visto una crescita visibile. Qualche birrificio come il “capostipite” Birra di Fiemme già utilizzava orzo e luppolo autoprodotto, ora questa scelta viene condivisa da un numero maggiore di birrifici che vogliono utilizzare ingredienti trentini per le proprie produzioni. La strada è ancora molto lunga, sopratutto per l’orzo, ma questo è un segnale che dobbiamo sottolineare e che potrebbe sicuramente in un futuro caratterizzare maggiormente le birre trentine. Da questi presupposti è nato a luglio il marchio “Qualità Trentino” per la birra, promosso dalla Provincia di Trento, che certifica un prodotto brassato con ingredienti locali.

Le realtà che producono (o fanno produrre) birra in Trentino sono sicuramente tante se rapportate al vicino Alto Adige. Rimangono comunque un numero relativamente piccolo che, secondo noi,  fatica a trovare compattezza e condivisione di obiettivi. Possiamo solo auspicare che vi sia maggiore coesione in modo che si possa “fare sistema” soprattutto verso il mondo politico (nel 2018 ci sono le elezioni provinciali…cosa chiederanno i birrifici trentini ai nostri futuri rappresentanti?) e per una promozione di un prodotto locale piuttosto che di una singola azienda.

Non possiamo dimenticare anche la crescente attenzione degli appassionati e curiosi verso la formazione birraia. Sono cresciuti i corsi di avvicinamento e di degustazione. Grande merito va all’instancabile Sabrina Smaniotto ma anche noi abbiamo cercato di dare il nostro contribuito portando per la prima volta a Trento il Corso di primo livello di Unionbirrai. La collaborazione continuerà anche nel 2018 con un corso di conoscenza base e con il secondo livello.

In conclusione possiamo dire che il 2017 è stato un anno di crescita generale del mondo della birra artigianale trentina. Maggiori riconoscimenti, manifestazioni e corsi danno testimonianza di un mondo in “fermento” che speriamo posso trovare nel 2018 ancora maggiori soddisfazioni.

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