Ai mercatini di Natale festival delle birre artigianali trentine

Ancora pochi giorni per i mercatini di Natale e poi cala il sipario su un appuntamento che ormai è entrato nella tradizione delle cittadine trentine. Ultime possibilità quindi per gustare qualche birra trentina tra le casette di Trento e Rovereto. Ormai non si beve solo vin brulè e bombardino ma è ormai consolidata e nutrita la presenza dei birrifici artigianali trentini.

Ci siamo fatti un giro in piazza Fiera a Trento e in Via Roma a Rovereto ed ecco le birre che abbiamo trovato (e qualcuna anche bevuto…).

Il cuore del Mercatino di Natale di Trento è l’isola di casette che offrono specialità trentine da gustare. Uno dei primi ad aver introdotto la birra artigianale 4 anni fa in Piazza Fiera è stato Dario “Babas” Simonazzi dei Frati Embriaghi che prende il nome da una antica e povera ricetta a base di “pam vecio brustolà en tel boter” e intinto nel vino caldo. Qui si trova la birra di Fiemme della famiglia Gimozzi sia alla spina che in bottiglia da accompagnare con piatti tipici a base di polenta.

Il ristorate “Osteria del Fiore” di Comano Terme propone le sue specialità della zona del Banale tra cui “Na feta e en gnoc” (patate sia in fetta che negli gnocchi) con la Ciuìga presidio Slow Food che si possono degustare con le birre del birrificio Rendena: la Helles, la Bira da l’ors e una ambrata brassata proprio per i Mercatini di Natale. La birra chiara dei fratelli Collini si può trovare alla spina anche nella casetta dell’Hotel Aurora di Vignola Falesina che propone panini rustici con “luganega e crauti“.

Anche la Ca’ dei Giosi di Covelo del Comune di Vallelaghi è stata tra le prima a portare le birre artigianali ai Mercatini di Natale. La zona della Valle dei Laghi non può che far pensare al Birrificio Rethia che è presente alla spina con la Lisep e la Magnolia ma sul bancone troneggiano in bottiglia la Maria Mata e la Wildside, un’IGA frutto della collaborazione con Pravis di Lasino.

La birra Lagorai, la Keller di casa Smaniotto, viene proposta da due casette: dalla Locanda Bel Sorriso di Mattarello e dalla Confraternita del tonco di pontesel che nasce nel 2015 per valorizzare la cucina del territorio. Per i piatti mocheni della Miniera dei Sapori di Sant’Orsola viene offerta la Selvatica, la IPA di Maso Alto.

Una vignoiola si è innamorata della birra: la casetta dell’Azienda Agricola di Daniela Devigili di Giovo offre il vin brulè in colorate tazze artigianali che possono essere un bel ricordo di Piazza Fiera da portare a casa. Oltre a vendere i propri vini (da degustare con vari piatti trentini tra cui ottime zuppe) Daniela ha scoperto il Birrificio 5+ con la sua profumata Saison che ha messo alla spina insieme a tutte le colorate bottiglie del birrificio di Mattarello.

All’ombra delle Piramidi si può bere la Valkirija del Birrificio Plotegher. Non sono ovviamente quelle dell’antico Egitto ma quello di Segonzano in Val di Cembra. La casetta del Bar alle Piramidi propone vari dolci trentini tra cui degli ottimi Strauben ma curiosamente offre anche la “birra calda”. Si tratta di una specie di brulè che si ispira ad una bevanda simile dell’Irlanda del Nord. Si prepara sempre con la Valkirija che viene aromatizzata con zucchero, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata, cannella e anice stellato: una proposta inusuale ma sicuramente azzeccata per l’atmosfera dei mercatini.

La casetta dell’Osteria Tipica Trentina Lusernhof  prepara piatti ispirati dalla tradizione cimbra con sapori forti e decisi. Per questo è stato scelto di abbinarli con “Obice” di Barbaforte che con la sua corposità e l’amaro finale si sposa perfettamente con la cucina degli altipiani. Accanto alla birra di Folgaria si può scegliere anche le tre produzione di “Birra Cimbra” di Asiago.

Anche a Rovereto si fanno sempre più spazio le birre artigianali trentine. Davanti all’entrata si trova subito una casetta che offre “bratwurst” con la Birra di Fiemme. Di fronte invece troneggiano le bottiglie del Sidro Birrificio Val di Non nello stand di “Buonissimo”con la “Bionda” e la Pale Ale.

In questo mercatino ci sono ben 3 birre brassate appositamente per il periodo natalizio che è possibile trovare solo a Rovereto. Il Bar le Radici di Elisa Cont, che ha nel suo DNA luppolo e malto, propone nella sua casetta Esperia, la birra di Natale di Barbarrique.  Ne abbiamo parlato in maniera più dettagliata qui. Questa proposta ha riscontrato un ampio successo tant’è che la produzione è stata raddoppiata passando da 20 a 40 fusti.

Poi c’è la “Teragnola”, birra brassata da Carador appositamente per lo stand che promuove i prodotti e le località di Terragnola, valle trentina che si estende da Rovereto fino al confine con la provincia di Vicenza. La Malga Borcola che cura la casetta ha voluto proporre una birra con il nome della propria valle che dà le acque all’altopiano di Folgaria proprio dove ha sede il brew pub Carador.

Infine la Bottega Trentina di Mattarello propone una birra speziata chiamata “Embrumada” proprio perchè ricorda i profumi del vin brulè: tra i vari ingredienti ci sono la cannella, i chiodi di garofano e le scorze di arancia amara. Questa ricetta nasce dal mastro birrario Luca che riprende la tradizione dello zio che da 35 anni produce birra in casa ed è brassata presso il birrificio Plotegher di Benesenello.

Insomma i mercatini di Natale non sono solo un’attrazione turistica ma piano piano sono diventati un’interessante opportunità per promuovere e far conoscere anche agli ospiti provenienti da fuori regione il mondo brassicolo trentino: un non-Festival invernale delle birre artigianali che anche nel regno dei vin brulè trovano il loro spazio.

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