Arriva dalla Valsugana il Birrificio degli Arimanni

Sul pianeta trentino di Cerere sbarca una nuova realtà birraia: ha aperto da qualche mese “Il Birrificio degli Arimanni” con sede a Castel Ivano. Il nome Arimanni risale all’alto medioevo e ha orgini longobarde: si tratta dei guerrieri che erano a servizio dei nobili, tra cui anche i Signori dei castelli valsuganotti, e che venivano considerati uomini liberi, non sottomessi alle regole feudali e possessori di un terreno di proprietà. Per ora si tratta di una brew firm che si appoggia ad un impianto di un’altra azienda trentina, ma Davide Corona, 29enne titolare del birrificio ha le idee chiare: “L’obiettivo nel 2019 sarà quello di avere, entro fine anno, un nostro impianto”.

La passione di Davide per la birra risale a circa 10 anni fa quando, durante una fiera in Veneto dedicata alla gastronomia, è rimasto folgorato dalla varietà di stili e sapori che è possibile trovare nella birra artigianale. Da qui il desiderio di creare la propria birra anche se, utilizzando i kit pronti, i risultati non erano decisamente lusinghieri. Per un periodo quindi Davide ha abbandonato l’dea dell’homebrewing, pur sempre mantenendo alto l’interesse verso la birra artigianale e la sua produzione. Dopo qualche anno di “latenza” il salto verso l’all-grain con un piccolo impianto di seconda mano che ha consentito di ottenere le prime cotte soddisfacenti. Siamo nel settembre 2017 quando Davide, insieme alla sua compagna Selena Anesi, vuole trasformare una passione casalinga in una vera e propria attività imprenditoriale con  prospettive di lungo periodo.

Il Birrificio degli Arimanni si pone il traguardo di creare prodotti legati al territorio della Valsugana, riscoprendo l’eredità dei birrifici trentini di fine ‘800 e utilizzando in futuro solo ingredienti locali. L’attaccamento al territorio è dimostrato anche dai nomi delle prime due referenze prodotte da Davide che parlano di luoghi valsuganotti.  La Garba, antico vestito indossato dal Longobardi, è una Pale ale tutto pasto di ispirazione anglosassone che ha sull’etichetta Monte Lefre e Castel Ivano mentre La Verra (guerra) è una Brown porter con l’immagine del Ponte dell’orco di Ospedaletto, adatta ai dolci o formaggi di malga con una prevalenza di malto, caffè e cioccolato sia come aroma che come gusto.

Nel prossimo anno vedremo altre creazioni del Birrificio degli Arimanni e in attesa di nuove birre “longobarde” auguriamo a Davide (e Selena) un caloroso benvenuto tra i birrifici trentini e un in bocca al lupo. Prosit!

 

 

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