Birre trentine con la resina? Ce lo dice Teo Musso

Quest’anno la sezione Solo Birre della Fiera Hotel Expo di Riva del Garda, dedicata al mondo brassicolo, ha avuto un ospite d’eccezione: Teo Musso del Birrificio Baladin a cui va riconosciuto il merito di aver sdoganato la birra artigianale che, da bevanda di culto per pochi, è diventata un prodotto di grande livello, paragonabile ad altre eccellenze enogastronomiche del ricco panorama italiano.

Nato a Piozzo, piccolo e ridente paese affacciato sulle Langhe del cuneese, Teo Musso ha nel 1996 aperto il suo birrificio sfidando la tradizione famigliare legata al vino.  Nel 2016 ha festeggiato i 20 anni di attività inaugurando un nuovo sito produttivo su un’area di 72.000 metri quadri dove innovazione e tecnologia convivono con casali del 1300. L’obiettivo è quello di far crescere la produzione fino ai 50.000 ettolitri all’anno in un parco dedicato alla produzione delle materie prime. Dalla primavera di quest’anno verrà aperto un mercato contadino dove i visitatori potranno godersi il verde, i prodotti locali e, ovviamente, la birra Baladin.

Durante la fiera Trentino Birra ha intervistato Teo Musso con il quale abbiamo naturalmente parlato di birra artigianale ma con un occhio di riguardo al mondo brassicolo trentino. Ecco cosa ci ha raccontato:

Vieni considerato il “papà” delle birre artigianali, concordi con questa definzione?
Direi di si, non perché sono stato tra i primi ad aprire un birrificio ma perché probabilmente sono stato il primo a pensare che avrebbe potuto esserci un mercato per la birra artigianale e a dare una identità ad un mondo che stava nascendo.

Dopo una fase pionieristica, poi di scoperta e successivamente di esplosione dei birrifici in Italia quale sarà lo sviluppo del panorama brassicolo artigianale?
Stiamo avviando una nuova era in cui un numero importante di italiani ha preso coscienza dell’esistenza di un mondo diverso rispetto a quello che c’era prima. Prima di tutto basato sul concetto che le birre possono essere molto diverse tra di loro, si possono annusare e dietro ogni birra ci sono delle persone. Queste sono le fondamenta di questa nuova rivoluzione che non è una moda ma si tratta di un consolidamento di 20 anni storia.

La maggior parte di birrifici trentini è nata negli ultimi 3-4 anni. Che consigli daresti a questi produttori?
Secondo me devono rafforzare in modo molto chiaro l’identità che uno vuole trasmettere attraverso sia il prodotto che la comunicazione. Penso sia importante limitarsi a poche birre, concentrandosi sulla qualità delle proposte per lanciare messaggi forti.

In Trentino ci sono alcuni birrifici che usano materie prime locali ed alcuni di questi sono in grado di autoprodursi luppolo ed orzo. Pensi sia una scelta impegnativa che potrebbe gravare sulla crescita di queste piccole realtà oppure una sfida comunque da cogliere?
Un’identità di un prodotto agro-alimentare italiano deve essere, ove possibile, prodotto con materie prima nazionali. Non bisogna per forza  seguire delle strade che non sono praticabili a livello di caratteristiche fisiche del terreno e climatico ma l’Italia offre grandi possibilità per la coltivazione degli ingredienti. Tutta la fascia del Nord, ad esempio, potrebbe avere grandi prospettive per la coltivazione del luppolo. Si tratta di una strada non economica, ma può andare a gratificare le aziende che coltivano e trasformano i propri raccolti. Nasco da una famiglia contadina e so perfettamente cosa vuol dire a fine anno avere dei risultati non in sintonia con le aspettative di produzione ma è un percorso emozionante che porta comunque a dare un carattere forte alle proprie birre.

In maniera molto diretta ed istintiva, se tu dovessi pensare ad una birra che si ispira al Trentino, cosa ti verrebbe in mente?
Se io fossi qui, il lavoro sarebbe sul mondo delle resine che hanno gli alberi di montagna. Prima dell’arrivo del luppolo, una parte importante del profilo aromatico delle birre era dato da resine di piante che servivano per amaricare ma anche per dare un profumo di fresco. Da questo punto di vista questo territorio offre sicuramente delle grandi opportunità.

 

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