Concorsi birrai…ma vincere serve davvero?

I birrifici possono fregiarsi di tanti titoli acquisiti in manifestazioni più o meno importanti: alcuni sono dei veri propri allori altri delle “patacche” magari dai nomi altisonanti. A livello internazionale i concorsi più prestigiosi sono il tedesco European Beer Star, il Mondial de la Biere a Montreal in Canada, il World Beer Cup negli Stati Uniti e da qualche anno ha preso piede Brussels Beer Challenge. In Italia la manifestazione più importante, che incorona le migliori birre della penisola, è sicuramente “La birra dell’Anno” organizzata a Rimini da Unionbirrai. Nel 2016 Barbaforte aveva aperto la strada ai premi alle birre trentine con un primo posto nella categoria Saison mentre quest’anno si sono distinti Bionoc’, Val Rendena e Leder; il birrificio di Ledro ha conquistato qualche mese fa una medaglia d’oro anche al Brussels Beer Challenge.

Proprio a questi quattro birrifici premiati abbiamo chiesto se e cosa è cambiato dopo aver ottenuto un riconoscimento di grande importanza in un concorso birraio.

Quali sono le motivazioni che spingono un birrificio a partecipare ad un concorso ?
Barbaforte: ai concorsi ci sono giurie tecniche molto preparate che possono valutare le nostre birre. Le schede di valutazione che si ricevono sono una preziosa fonte di informazioni per migliorare i prodotti. Poi, ovviamente, ottenere un riconoscimento, appaga.
Leder: È un modo per capire quale è il livello della propria birra e poi… per guadagnarsi un po’ di pubblicità.
Rendena: Ci iscriviamo ai concorsi per metterci alla prova  e per capire a che punto siamo arrivati con le nostre birre.
Bionoc: se non si partecipa ai concorsi, vuol dire che si è vecchi, non ci si mette in discussione. Per noi è un maniera per continuare a crescere.

Cambia qualcosa a livello di marketing e di visibilità?
Barbaforte: se si vuole far conoscere la propria birra, sicuramente puoi presentarla meglio e ottieni più riconoscibilità.
Leder: la visibilità cambia ma a livello di marketing non incide perché preferiamo rimanere in ambito locale, tenendo il giro delle nostre birre abbastanza corto.
Rendena: sicuramente si vede un cambiamento soprattutto nell’immaginario delle persone: il premio rimane impresso e poi aiuta a farti conoscere di più.
Bionoc: se lo si sa sfruttare, si. Però ci sono tantissimi birrifici che non partecipano a concorsi ma che comunque hanno grande successo

Per essere proprio venali…un premio aiuta a far vendere di più?
Barbaforte: ti riconoscono di più ma un premio è solo segnale di costanza della qualità dei propri prodotti e di riconoscibilità.
Leder: sicuramente aiuta a vendere di più, grazie alla curiosità della persone che vogliono assaggiare la  birra premiata.
Bionoc: un pochino aiuta.
Rendena: non ho parametri per misurare questo aspetto però qualcosina aiuta ma non è l’elemento decisivo per far aumentare le tue vendite.

Quale premio vorresti vincere? Per quale birra o competizione?
Barbaforte: mi piacerebbe vincere una competizione importante con la Obice perché vorrebbe dire imporsi in una categoria molto competitiva come quella delle IPA – APA che di solito ha molti partecipanti.
Leder: non ho una concorso in particolare che vorrei vincere ma la cosa più importante per me è riuscire a mantenere la qualità.
Bionoc‘: non ho una risposta ben definita ma direi che vincere una medaglia d’oro all’Europeana beer star è sicuramente un segno forte.
Rendena: tutti i premi sono belli e  gratificanti. non ne abbiamo uno “preferito”. Tra le grandi competizioni il livello è molto simile per cui la soddisfazione nel vincere sarebbe la stessa. P

In conclusione potremmo dire che i birrifici “vincenti” la pensano alla stessa maniera: partecipare ad un concorso serve principalmente a se stessi per misurarsi e per migliorare, poi se si riceve un premio si ottiene una migliore visibilità ma di certo non fa aumentare in maniera significativa il proprio fatturato. Per questo ci vuole soprattutto un prodotto di qualità…come non essere d’accordo?!

 

 

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