Le birre incontrano i legumi al MUSE

20160831_183418Un interessante ed insolito appuntamento si è tenuto il 31 agosto 2016 al MUSE, il museo di scienze di Trento, in compagnia di Costantino Bonomi, conservatore della Sezione Botanica, e Stefano Senatore della condotta Slow Food di Trento. I due esperti hanno accompagnato una degustazione guidata per scoprire le proprietà dei legumi ma soprattutto per assaggiare alcuni produzioni brassicole che hanno la peculiarità di utilizzare questi preziosi alimenti  durante il processo di ammostamento della birre, conferendo una freschezza inconsueta e note acidule, ma piacevoli e equilibrate. Ceci, lenticchie, cicerchie, fagioli, carrube e molti altri legumi vanno aggiunti in piccole quantità, finemente tritati oppure ridotti in farina per produrre un risultato dal gusto equilibrato, ma sempre in evoluzione.

Questa iniziativa nasce all’interno degli eventi che il museo sta organizzando in occasione dell’Anno Internazionale dei Legumi 2016, che ne promuove i benefici nutrizionali nel contesto di una produzione di cibo sostenibile finalizzata alla sicurezza alimentare e nutrizionale. I legumi, compresi tutti i tipi di fagioli e piselli secchi, sono una fonte economica, gustosa e molto nutriente di proteine e micronutrienti vitali che può essere di grande beneficio per la salute e per l’alimentazione. Per questo il MUSE sta celebrando questo anno internazionale con varie iniziative e con un’esposizione dedicata a tutti i legumi del mondo negli Orti del MUSE con oltre 500 varietà tradizionali provenienti da ogni angolo del pianeta.

Spazio quindi anche alle birra ai legumi, non come esercizio di stile, ma come caratterizzazione ed espressione del territorio e com20160831_191438e riscoperta di ingredienti e saperi antichi. I birrifici trentini erano egregiamenti rappresentati dalla Birra di Fiemme con la sua “Lupinus”, che utilizza una varietà di Lupino coltivato ad Anterivo in Alto Adige e costituisce una specialità autoctona sia dal punto di vista botanico che della tradizione culturale locale. Accanto a questa birra trentina erano presenti due birre dei Mastri Birrai Umbri che brassano cercando di utilizzare ingredienti coltivati direttamente in azienda: la “Selezione 28”, una belgian ale arricchita con cicerchia e la “Cotta 74″ con lenticchie che si ispira alle birre d’abbazia. Dalla Liguria era presente una dissetante “Jack-A”, golden ale al Fagiolo Bianco di Badalucco del piccolo Birrificio Nadir di San Remo e infine dalla Sicilia è arrivata al MUSE la corposa “Qinat”, porter alle carrube del Birrificio Tarì.

Sicuramente è stata una serata molto piacevole che ha visto la partecipazione di decine di persone curiose di avvicinarsi alle innovative produzioni brassicole italiane e che conferma ancora una volta la capacità del MUSE di “sfornare” nuove coinvolgenti modalià di divulgazione scientifica.

 

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