Le novità birraie dell’edizione 2018 di Cerevisia

Giunto alla quinta edizione, «Cerevisia», il festival delle birre artigianali trentine, ha ormai conquistato la piena maturità. Partiamo dai numeri: i birrifici presenti sono stabili (17 nel 2018), così come sono stabili quelli relativi al pubblico, oltre diecimila presenze, e alla consumazioni, circa 21.000. In aumento il numero di birre in concorso che quest’anno sono state 107, cifra record per la manifestazione.

Il titolo più ambito, quello riservato al miglior birrificio artigianale trentino, è andato per la prima volta a Rethia, azienda di Vezzano, che ha fatto incetta di riconoscimenti anche nelle graduatorie dedicate alle singole tipologie, imponendosi fra quelle chiare di ispirazione tedesca, quelle ambrate a bassa fermentazione a basso grado alcolico, quelle dello stesso tipo ad elevato grado alcolico, quelle con uso di frutta, con molti altri piazzamenti sul podio. Al secondo posto si è piazzato Barbaforte di Folgaria, che ha vinto nelle categorie riservate alle chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate e in quella riservata alle chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, con uso di frumento. Terzo il Birrificio Indipendente Rotaliano, primo fra quelle di ispirazione anglosassone e in quelle di ispirazione belga. Si sono guadagnati un primo posto anche BioNoc’, vincitore nel gruppo delle birre affinate in legno; la nonesa Km8, prima nella categoria a basso grado alcolico di ispirazione anglosassone e in quella di ispirazione britannica; Leder vincitore fra quelle di ispirazione tedesca; il birrificio Fiemme si è imposto fra quelle salate o lattiche di ispirazione tedesca. Il premio speciale assegnato all’azienda che fa più largo uso di materia prima locale è andato a BioNoc’.

Veniamo adesso alle novità che abbiamo potuto assaggiare. Tra le proposte di Melchiori di Tres spicca la prima birra trentina prodotta secondo il disciplinare di produzione per la birra: Marchio Qualità Trentino. Si tratta della Cherubina, con materie prime di alta qualità: miele di Tiglio, fiori di Achillea, bacche di Ginepro e luppolo biologico 100% Val di Non. I primierotti di BioNoc’ avevano alla spina le tre referenze ai cereali del progetto “Birre della terra” insieme alla Pita Turbata, brassata per una locale di Roma che ricorda il whisky torbato della Scozia.

I ragazzi di Rethia, neo vincitori del concorso birraio, hanno presentato varie novità: la Black Mama, un classico però rivisitato con un passaggio in botte di wiskey, la Grodzilla, che si ispira alla Grodziskie, birra polacca con 80% di malto di frumento affumicato, la Just for fun, una Neipa molto profumata, Pacific pils e infine la Breakfast stout con fave di cacao, bacelli di vaniglia e lattosio.

Gli “esordienti” Passion Brewery hanno portato alcune interessanti creazioni che rivelano l’eccletticità di questo nuovo birrificio trentino. Abbiamo provato la Neipa Yama Yama Bomclat, la  Fatty fatty bombom, una Fuity Neipa con purè di pesca bianca e la Pivo Pivo Patarova una bassa fermentazione piuttosto luppolata.

Da Mattarello sono arrivate a Fondo due birre speciali prodotte da 5+ per l’Adunata degli Alpini a Trento: una golden ale ed una german ale, tipo kolsch molto piacevoli e beverine. Abbiamo già parlato infine in questo articolo della novità in lattina di Birra del Bosco e della nuova blanche targata KM8 che a breve aprirà in Val di Non un nuovo brew pub.

Tra i progetti brassicoli dei nostri birrifici presto arriveranno una nuova birra di Fon prodotta appositamente per il Pub America di Fondo e due new-entry per Barbaforte: Mosaic una birra luppolata e una Stout.

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