Novità birraie al Santuario di San Romedio, quello di cui non c’era bisogno

Lo scorso sabato 11 luglio sono stare presentate al Santuario di San Romedio vicino a San Zeno due nuove birre che verranno messe in vendita all’interno dell’eremo. Si tratte di due referenze a bassa fermentazione tipiche della Germania: la “Romedius Helles” e la “Romedius Keller”. Le birre sono prodotte in un birrificio tedesco a Friedenfelds, piccolo paese dell’Alto Palatinato in Baviera, a circa 550 km dal Santuario.
Leggendo questa notizia ci è sorta spontanea la domanda: Ma come mai proprio in Germania? non era possibile scegliere un birrificio trentino, magari proprio noneso?
Sulla pagine del Giornale Trentino online si legge che è «Una scelta “esterofila” – ha spiegato il Priore Padre Giorgio Silvestri– dettata da una parte dalla volontà di non far torti a nessuno, scegliendo una tra le birre di produzione artigianale locale (visto che in valle ce ne sono più di una e le altre potevano esserne danneggiate) e dall’altra per proporre una birra piacevole ed unica con un gusto che vada bene un po’ a tutti con una gradazione attorno ai 5° e senza aromi particolari».

Questa spiegazione ci lascia veramente perplessi e disorientati per una serie di motivi che proviamo ad illustrare.
Il Santuario di San Romedio è una perla culturale e religiosa del Trentino e come tale dovrebbe fare sistema, proponendo prodotti che siano espressione del territorio e dando valore alle eccellenze locali.
Pensiamo che la motivazione di “non scegliere” un birrificio locale per non far torto a nessuno sia molto pilatesca. In realtà così si è persa l’occasione di promuovere un’azienda trentina che con il Santuario avrebbe potuto magari collaborare per iniziative comuni e per contro si propone la concorrenza estera.
Il Priore indica anche come motivazione il fatto di voler proporre una birra piacevole che possa andare bene per tutti e senza aromi particolari. A noi sembra che le realtà brassicole trentine siano in grado di produrre birre piacevoli e adatte a qualsiasi palato. La birra artigianale non è sinonimo di “stranezza o voglia di prodotti di nicchia” utilizzando gli ingredienti più impensati solo per impressionare il beer-geek di turno. E le birre tedesche non sono per forza sinonimo di qualità.
Inoltre ad di là della scelta locale o meno, perché non far produrre la propria birra ad un birrificio impegnato nel sociale come ad esempio Vecchia Orsa o Pintalpina per dare un’impronta etica alla birra oppure, visto l’ambito religioso, a una Klosterbraurei?
Riteniamo infine che la scelta di far arrivare la birra da più di 550 km anche dal punto di vista ambientale sia discutibile.

Insomma per Trentino Birra questa è un’occasione persa, ma non ci scoraggiamo! Magari in futuro i frati cambieranno idea…come si dice in questo caso: le vie del Signore sono infinite.

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