Ottimi risultati per le birre trentine nella nuova guida di Slow Food

Appena uscita la guida Birre d’Italia di Slow Food, giunta alla sua sesta edizione: un appuntamento biennale che, grazie ad una fitta rete di collaboratori sparsa per tutta la penisola, descrive in maniera dettagliata il mondo brassicolo del Bel Paese. Questa guida è diventata un sicuro punto di riferimento per tutti quelli – appassionati e neofiti – che vogliono conoscere questo settore divenuto così importante nella scena gastronomica italiana.

I birrifici recensiti sono 597, per un totale di 2.650 birre tra cui ovviamente ci sono anche quelli trentini. La Guida assegna premi che non seguono la filosofia classica dei concorsi birrai: vengono segnalate quelle birre che, per approccio ed obiettivi del birrificio, vanno assaggiate se si vuole conoscere il meglio della scena birraria italiana.

La guida assegna tre premi diversi per i birrifici. Il premio più importante è la Chiocciola, che identifica un birrificio che si distingue per importanza, qualità generale e costanza produttiva, poi la Bottiglia, assegnata alle aziende che mostrano il loro meglio con birre complesse, articolare e di grande carattere; il Fusto, che contraddistingue i produttori capaci di esprimersi soprattutto con birre semplici e facili da bere, ma non per questo anonime.

Nessun birrificio trentino ottiene il riconoscimento più ambito (assegnato invece ai nostri cugini altoatesini di Batzen, complimenti!) ma ci si è rifatti con una Bottiglia assegnata a Birrificio BioNoc’ e a Birrificio Rethia, un Fusto a Birra Di Fiemme e Birrificio Val Rendena, entrambi maestri delle basse fermentazioni tedesche. Tutto sommato un ottimo bottino considerato che il totale delle Bottiglie assegnate sono state 40 mentri i fusti sono stati 47.

Premi anche per le singole birre che si dividono in 3 categorie: Birre quotidiane, quei prodotti che svettano sugli altri per la capacità del birrificio di valorizzare semplicità, equilibrio e piacevolezza. Sette le referenze trentine segnalate da Slow Food: Asgard (Birrificio Pløtegher) Larix (Birra Di Fiemme), Cioch (Birrificio Leder), Alta Vienna (Birrificio BioNoc’), Helles e Weizen (Birrificio Val Rendena) e Froggy Hops (Birra del Bosco).

Ci sono poi le Grandi birre, prodotti da non perdere, da assaggiare una volta nella vita, di grande espressività; quelle premiate in proivincia sono: Nevik (Birrificio Pløtegher), Quadro (Birra Barbaforte), Selvatica (Agribirrificio Maso Alto), Ginevra (Birrificio Leder), Staion (Birrificio BioNoc’),  Aqvila (Birra Pejo), Maria Mata e Wild Side di Birrificio Rethia che ottiene insieme a Birra del Bosco anche il premio per la collaboration beer Rocket to Russia.

Infine, le Birre slow, birre che non solo sono di grande qualità, di grande valore organolettico, ma che sono in grado da sole di raccontare un birrificio, un birraio, un territorio. Per il Trentino è stato premiato il lavoro di Birrificio di Fiemme con la Lupinus, una alta fermentazione il cui ingrediente fondamentale è una varietà di lupino, coltivato ad Anterivo, piccola località montana dell’ Alto Adige.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattro × 5 =