Sabbath Bloody Sabbath, il teroldego incontra la birra

Prima ancora del brulè, durante le fredde sere invernali, si beveva cafè col vin, una bevanda calda fatta da caffè d’orzo con il vino. La si beveva anche d’estate magari fresca in montagna o durante il lavoro nei campi. Una tradizione trentina, dimenticata ai più,  a cui si ispira la nuova etichetta del birrificio KM8. Si tratta di una IGA che parte dal mosto della brown porter Paranoid a cui si aggiunge in fermentazione un 30% di mosto di teroldego.

Visto che questa birra è figlia di “Paranoid”, la scelta del nome è ricaduta ancora su un brano dei Black Sabbath. Questa nuova creazione si chiama infatti Sabbath Bloody Sabbath, mantenendo lo stile di KM8 di nominare le proprie produzioni con il titolo di una canzone rock. Il nome richiama anche il magico rituale che nasce dall’unione tra il nero della porter ed il “sangue” del teroldego. 

Sabbath Bloody Sabbath verrà presentata ufficialmente domenica 4 febbraio alle 12 sul palco di Solobirra all’interno ExpoRivaHotel a Riva del Garda dal 4 al 7 febbraio, fiera di riferimento nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione professionale giunta alla 42° edizione.

Oltre che alla spina questa IGA di KM8 sarà disponibile nel formato magnum da 1,5 litri con 10 bottiglie vestite da artisti locali ed internazionali che hanno interpretato Sabbath Bloody Sabbath in maniera personale ed unica. Sono quindi delle vere e proprie opere d’arte che rendono questa birra ancora più unica.

Gli artisti che hanno decorato le bottiglie sono: Arianna Fontanari – Pergine,  Emma Ronnholm – Helsinki, Francesca Dolzani – Terres, Giulia Parisi – Torino, Isa Nebl – Cles, Bruno Fantelli – Dimaro, Cornelio Perini – Riva del Garda, David Aaron Angeli – Dimaro, Pietro Weber – Denno, Tomaso Marcolla – Vigo di Ton.

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