Usate la vostra biodiversita’. Kuaska parla dei birrifici trentini

13450717_558227361048412_6132359019771225229_nOrmai ci sono vari appuntamenti in Trentino legati alle birre artigianali ma Robe da Ciodi! Festival delle fermentazioni sperimentali, alla sua prima edizione, è sicuramente un evento unico. Birre acide, fermentate in botte, aromatizzate con radici e bacche….sono queste le protagoniste di una rassegna che ha offerto la possibilità di degustare sapori inusuali e creazioni uniche.

Il Festival si è tenuto a Rovereto nella tana dei Barbarrique, la costola di Birrificio Italiano, uno dei più affermati birrifici italiani, trai i primi pionieri che dal 1996 diedero vita al movimento della birra artigianale nella penisola. All’evento tanti appassionati trentini ma anche amanti della birra provenienti da fuori regione che hanno potuto assaggiare le fermentazioni sperimentali di Lovebeer, Birra Montegioco, BlackBarrerls, Birrificio del Ducato, LoverBeer, Stavio e Baladin Batzen Bräu e ovviamente Barbarrique e Birrificio Italiano. A tenere alto l’onore dell’arte brassicola Trentina c’erano Maso Alto, Bionoc’ e Barbaforte. Direttamente dalle voce di Fabio per Bionoc’ e di Matteo per Barbaforte un video con la spiegazione di cosa è stato presentato al festival sul canale youtube di Trentino Birra.

Robe da Ciodi! ha avuto anche come ospite speciale Lorenzo Dabove Kuaska, sicuramente il maggior esperto italiano di birre in Italia, giudice nelle più importanti rassegne brassicole mondiali, cultore delle birre belghe, in particolare le Lambic, e instancabile divulgatore e promotore del movimento delle birre artigianali italiane. Abbiamo avuto la possibilità di incontrare Kuaska con cui abbiamo parlato ovviamente di birre ma con particolare riferimento alla realtà trentina. L’intervista completa è sul canale youtube di Trentino Birra.

kuskaIl “Guru” nei suoi innumerevoli viaggi non ha avuto grandi frequentazioni del Trentino ma si ricorda quando, circa 20 anni fa, venne ospitato da Cavit, una delle più grandi cooperative vinicole della provincia, per una serata di degustazione sulle birre belghe. L’iniziativa ebbe un numero così alto di iscritti che si dovette replicare la degustazione con due turni, come a teatro, con uno “spettacolo” nel tardo pomeriggio ed uno la sera.

Kuaska comunque conosce alcuni birrifici trentini, incontrati in manifestazioni, come Barbaforte che nel 2014 venne premiata alla rassegna ArteBirra a Pasturana  in provincia di Alessandria ed è rimasto colpito dal numero di birrifici ora presenti in Trentino. A questi si sente di consigliare di personalizzare le proprie creazioni utilizzando la “biodiversità locale”, cioè sfruttare quegli elementi unici, tradizionali e particolari che impreziosiscono e differenziano il microcosmo dei nostri paesi, valli e montagne. Kuaska sottolinea però di non cadere nel manierismo: “Attenzione al “famolo strano”. Per distinguersi non si deve concepire una birra a tavolino inseguendo tendenze modaiole. E’ l’idea generatrice che conta. Non si deve pensare ad una pils a strisce bianche e verdi e o una stout bianca solo per fare notizia. Bisogna ricercare, sperimentare molto e provare degli ingredienti locali che possano caratterizzare una birra trovando l’equilibrio tra un prodotto armonico e piacevole che però lasci spazio a quella nota di gusto particolare che si è scelto di dare alla propria creazione. I nostri birrai hanno un vantaggio: hanno la stessa vocazione artigianale dei produttori locali e questa sinergia va sfruttata per sviluppare delle collaborazioni”. Il connubio tra cibo locale e birre artigianali deve essere valorizzato e per il Trentino potrebbe essere particolarmente interessante un legame forte con i formaggi, vista la nostra tradizione legataai prodotti dell’alpeggio. Un aspetto relativamente nuovo: l’abbinamento oculato birra-menù degustazione ma che può essere un passepartout interessante per promuovere le realtà brassicole trentine.

Studiare e aggiornarsi sempre sono elementi essenziali che Kuaska rimarca anche per i mastri birrai più affermati. La ricerca e la curiosità devono essere alla base di qualsiasi birrificio e adesso ci sono tutti i mezzi, in primis internet, per non “sedersi sugli allori” e continuare, giorno per giorno, a mettersi in discussione e migliorare.

La chiaccherata si conclude con una domanda relativa a tutti coloro che adesso si avvicinano al mondo delle birre artigianali: meglio iniziare questo percorso culturale dai birrifici vicino casa o degustando prodotti, sempre artigianali, affermati a livello internazionale? Kuaska ritiene che le due scelte non sono alternative: si tratta di diventare un nuovo consumatore, l’importante è bere in maniera consapevole ed attenta. Alle birre industriali non si chiede niente, mentre alle birre artigianali un consumatore attento chiede informazioni sul tipo, l’aroma, il colore, etc. Come dice Kuaska: “Ogni persona, che si avvicina alla cultura delle birre e che chiede, è un trionfo”.

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