Birra Artigianale Impavida: cuore trentino e testa americana

Nonostante un 2020 così difficile e complicato per il mondo della birra artigianale e non solo, vogliamo concludere l’anno con una buona notizia ed un segnale di ripartenza: è nato un nuovo birrificio trentino. Si chiama Birra Artigianale Impavida, come la tempra delle due donne che con coraggio si sono lanciate in questa avventura, che ha sede nella zona industriale di Arco sotto il monte Brione.

Le fondatrici del birrificio sono Serena Crosina e Raimonda Dushku, due imprenditrici e amiche che hanno deciso di investire su un progetto ambizioso dall’anima glocal: radici ben salde legate al territorio del Lago di Garda ma un’approccio che strizza l’occhio alla scena “craft beer” degli Stati Uniti. Serena infatti vive a Boston da 15 anni e ha conosciuto in questo modo il mondo artigianale americano dove la tap room è parte integrante del birrificio. Dalla frequentazione di “local brewery” a stelle e strisce e dalla voglia di sviluppare un’idea imprenditoriale insieme nasce nel 2018 l’idea di Impavida che si è concretizzata ad ottobre di quest’anno.

La fonte d’ispirazione americana si riverbera anche sulle prime referenze proposte da Impavida che vengono offerte in lattina, nel formato da 440 ml e ovviamente in fusto. La produzione è affidata a Matteo Milan, birraio che vanta nel suo curriculum formazione ed esperienze lavorative di primo piano: dopo la laurea in Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Udine ha lavorato in ordine per Brewdog, Ducato, Baladin, Toccalmatto e infine di nuovo Baladin prima di approdare sulla sponde del Garda trentino. Insieme a lui collabora il giovane e talentuoso Maicol Cavazzoni che ha studiato tecniche birraie a Newcastle in Inghilterra.

Le attuali birre in produzione sono cinque: Pelèr, una Italian Pilsner che gioca sull’equilibrio tra la parte maltata e quella luppolata enfatizzata da un leggero dry hopping; poi Free Solo, una Sessione Ale brassata con un mix di cereali (frumento, fiocchi d’orzo e malto d’avena) e luppoli che conferiscono una nota tropicale. Non poteva mancare una India Pale Ale con luppoli americani chiamata Chain Breaker a cui si affianca Moxie che si ispira ai classici della Craft Beer Revolution con una luppolatura che unisce le moderne Apa e le pale ale old school con le caratteristiche note agrumate e resinose. L’ultima nata è la Vievienne, una Vienna Lager dal colore ambrato carico di note rossastre che racchiude un bouquet di profumi che vanno dal caramello alla frutta secca, passando per un’invitante fragranza di biscotti.

Il progetto Impavida è pensato per crescere molto velocemente. Il birrificio è di ampie dimensioni, ricavato dal recupero di un edificio industriale dismesso secondo il progetto firmato dallo studio di Architettura milanese Genuizzi Banal. L’ingresso si apre su una tap room accogliente dal cui soffitto calano barre luminose e piante pendenti. Le ampie vetrate mostrano la parte di produzione, sviluppata con la supervisione di Matteo Milan, e dimensionata per cotte da 2000 litri. Al primo piano ci sono gli uffici ed un ampio spazio, che il periodo di lockdown, non ha consentito di trasformare in un’area per la ristorazione con cucina a vista. Impavida non ha curato solo l’estetica e la funzionalità del birrificio ma anche la sostenibilità ambientale. L’energia elettrica è prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e pannelli solari e l’illuminazione del birrificio è composta da luci a led e l’acqua di scarto viene trattata da un depuratore biologico.

Una partenza in grande stile fatta di scelte di alta qualità (a partire dal birrario), di professionalità e di obiettivi precisi e ambiziosi: diventare uno dei birrifici di primo piano in Italia, un punto di riferimento e di ritrovo per gli abitanti della “Busa”, così come per tutti gli ospiti che vengono sul Garda per praticare sport: dal surf all’arrampicata, dalla mountain bike al trekking. Il nome “North Garda”, insieme a quello del birrificio, campeggia infatti sul materiale promozionale per rafforzare una sinergia vincente. Uno stretto legame con il territorio ma anche un’apertura all’internazionalità e alla sana competizione di cui Impavida, già a partire dal nome, non teme la sfida.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × 2 =